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Notizie dal Cosmo

Cosa è successo nello spazio in questi ultimi sette giorni? Ve lo raccontiamo nella nostra nuova rassegna, tra stelle doppie, pianeti misteriosi e nuove strategie per la caccia ai segnali alieni.



Betelgeuse non è più sola: catturata l'immagine della sua compagna


Dopo oltre un secolo di sospetti, un gruppo guidato da Miguel Montargès (Osservatorio di Parigi) ha ottenuto, con lo strumento SPHERE del Very Large Telescope dell'ESO, la prima immagine diretta della stella compagna di Betelgeuse, la celebre supergigante rossa di Orione. Le osservazioni, raccolte nel dicembre 2024 e pubblicate su *Astronomy & Astrophysics*, rivelano un astro con massa stimata tra due e tre volte quella del Sole, superiore alle ipotesi precedenti. Il risultato chiude un dibattito decennale sulle periodiche variazioni di luminosità di Betelgeuse. "È la conclusione di una ricerca durata un secolo", ha commentato Montargès.


Starry sky with glowing blue constellation lines and inset zoom boxes highlighting an orange celestial object.
Immagine di VLT raffigurante Betelgeuse e la sua compagna (Credit: ESO/M. Montargès et al. Background: N. Rissinger (skysurvey.org))



Venere, un pianeta ancora "vivo"? Nuove simulazioni indicano attività recente


Un team dell'ETH di Zurigo, guidato da Xi Yang con Taras Gerya e Anna Gülcher, ha realizzato le prime simulazioni 3D ad alta risoluzione delle enormi valli di rift che solcano Venere. Lo studio, pubblicato il 24 luglio su Nature Geoscience, suggerisce che alcune fratture della crosta si siano formate in epoca recente e potrebbero essere tuttora in fase di allargamento, rafforzando l'idea di un interno planetario ancora dinamico, contro l'immagine tradizionale di un pianeta geologicamente spento.


False-color global map of Venus with green, blue, and pink terrain patterns against black space.
Image: NASA/JPL/USGS


La caccia ai segnali alieni cambia canale, grazie ad ALMA


Alla riunione annuale della Royal Astronomical Society (NAM 2026), la dottoranda Louisa Mason (Università di Manchester) ha presentato la prima indagine SETI sui dati d'archivio del radiotelescopio ALMA, in Cile. Anziché richiedere nuovo tempo osservativo, ha riesaminato dati raccolti per altri scopi, esplorando bande di frequenza finora quasi ignorate nella ricerca di segnali extraterrestri. Nessun segnale candidato è emerso, ma il metodo mostra che gli archivi dei grandi telescopi possono ampliare enormemente la copertura: secondo le stime presentate, l'indagine ha coperto circa 21 volte più stelle rispetto alle survey pubblicate finora.


Large white radio telescopes labeled DV-09 sit in a desert observatory under a star-filled blue night sky.
Credit ALMA / Alex Pérez / CC BY 4.0


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