Un eroe tra le nuvole.
- Silvano Puccini
- 21 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Alzando lo sguardo al cielo in queste serate di inizio inverno, non possiamo fare a meno di ammirare brillanti raggruppamenti di stelle che con le loro raffigurazioni, compongono uno degli angoli più belli del nostro cielo boreale.
Tra queste spicca la costellazione che identifica l'eroe Perseo; incastonata a nord del Toro con Andromeda, la Balena e Pegaso ci racconta uno dei più bei miti a noi tramandati in cui l'eroe sul dorso di un cavallo alato uccide il mostro distruttore salvando la principessa dal supplizio a cui era stata predestinata.
Oltre a rafforzarne il mito, a impreziosire questa costellazione, è sicuramente la presenza di un oggetto unico che agli occhi delle popolazioni antiche doveva sembrare meraviglioso e allo stesso tempo terrificante. Parliamo di Beta Persei (Algol) stella variabile che con la sua misteriosa danza luminosa, portava sgomento e paura agli occhi di chi nel cielo vedeva protezione nella immutabile luce amica delle stelle.
Non è un caso infatti che tra le storie e le leggende di popoli antichi con culture diverse tra loro, ritroviamo questo astro sempre associato a figure mostruose così come avviene anche per il mito a noi più vicino in cui Algol rappresenta uno degli occhi della gorgone Medusa: spaventosa e terrificante creatura in grado di pietrificare ogni essere vivente che ne avesse incrociato lo sguardo.
Perseo non è solo mito e particolarità, trovandosi infatti lungo il braccio galattico definito dagli studiosi “di Orione” la costellazione è sede di alcuni oggetti tra i più belli che il cielo ci possa regalare.
Entro i suoi confini troviamo i bellissimi ammassi aperti di M34, NGG 869 e NGC 884 (questi ultimi due formano il famoso “doppio ammasso” visibile a occhio nudo), la piccola nebulosa planetaria di M76 e la nebulosa diffusa a emissione NGC 1499 chiamata anche “Nebulosa California”.
Un enorme quantitativo di nuvole di gas vengono costantemente ionizzate dalle miriadi di stelle che continuamente si formano al loro interno. Il risultato sono ampie zone di gas luminescente che nella NGC 1499 trovano il massimo del loro splendore in questo angolo di cielo.
A dar vita alla “California” cosi chiamata per la sua somiglianza con l'omonimo stato statunitense, è anche Menkhib la stella più luminosa visibile nella foto.
Come riporta Wikipedia questa nuvola di gas “fu scoperta da Edward Emerson Barnard nel 1884 e si può osservare solo con dei potenti binocoli o telescopi amatoriali; si osserva nella parte meridionale della costellazione.
La distanza è stimata in circa 1.000 anni luce dalla Terra”.
Comunque a causa della sua enorme estensione angolare (come ben cinque lune piene messe in fila) e la bassa luminosità media fa si che La California rimanga un soggetto principalmente “fotografico”.
L'immagine che pubblichiamo è il risultato di
riprese effettuate nelle serate del 25, 26, 27, 28 e 29 Novembre 2025.

Di seguito riportiamo alcuni dati:
n° 86 esposizioni da 10 m ciascuna per una integrazione complessiva di 860 m (14h e 20m).
LUOGO: ROSIGNANO MONFERRATO
CAMERA: ZWO ASI 294 MC (non raffreddata)
GAIN: 150
OFFSET: 30
TELESCOPIO: ASKAR FRA 400 CON RIDUTTORE (F4)
FILTRO: OPTOLONG EXTREME
MONTATURA: SW EQ8
Silvano Puccini


Grazie Alberto.
Bellissima immagine: la lunga esposizione, unita all'ottima elaborazione, ha permesso di evidenziare i dettagli più tenui e di conferire un effetto di tridimensionalità alle strutture gassose della nebulosa. Complimenti! 👏👏
Grazie Francesco.
Molto bella Silvano, complimenti 👍🏻👍🏻